
Diagnosi Energetica
La diagnosi energetica (o audit energetico) è una procedura sistematica volta a fornire un’adeguata conoscenza del profilo di consumo energetico di un edificio, un’attività industriale o di servizi. In termini semplici, è un "check-up" completo che serve a capire quanta energia si consuma, dove la si spreca e come si può risparmiare.
Gli obiettivi principali
Secondo la normativa (in particolare il D.Lgs. 102/2014 e la serie UNI EN 16247), una diagnosi deve:
- Analizzare i flussi energetici: Identificare tutti i vettori energetici utilizzati (elettricità, gas, biomassa, ecc.).
- Valutare l'efficienza attuale: Misurare quanto sono efficienti gli impianti e le strutture (es. caldaie, motori, isolamento termico).
- Individuare opportunità di risparmio: Proporre interventi migliorativi quantificandone i costi e i tempi di ritorno dell'investimento.
A differenza della semplice certificazione (APE), la diagnosi non è una "fotografia" standard (Asset Raiting), ma un esame su misura basato sui consumi reali e sulle abitudini di chi vive o lavora nell'immobile (Tailored Rating).
Il nostro studio include Esperti nella Gestione dell'Energia certificati secondo UNI 11139:2023 in ambito civile.
Cosa comprende una diagnosi energetica?
- Analisi dei consumi: Studio delle bollette e dei flussi energetici (elettricità, gas, calore).
- Individuazione degli sprechi: Rilevazione di dispersioni termiche, impianti inefficienti o usi scorretti.
- Piano di miglioramento: Elenco degli interventi consigliati (es. cappotto, nuova caldaia, fotovoltaico) con calcolo dei tempi di ritorno dell'investimento.
L'Audit Energetico aziendale è un' analisi tecnica dei flussi energetici di un'impresa per individuare sprechi e opportunità di risparmio. Nel 2025, la normativa è diventata più stringente a seguito del recepimento della nuova Direttiva Efficienza Energetica (EED).
Non è più solo la dimensione aziendale (numero dipendenti) a determinare l'obbligo, ma il consumo energetico reale. Sono obbligate a eseguire la diagnosi ogni 4 anni:
- Aziende Energivore: Iscritte nell'elenco della CSEA.
- Imprese con alti consumi: Aziende che dal 1° gennaio 2024 hanno registrato un consumo annuo superiore a 10 TJ (circa 238 TEP) per tre anni consecutivi.
- Nota: Per chi rientra in questa nuova soglia e non ha mai svolto una diagnosi, la scadenza per il primo audit è fissata all'11 ottobre 2026.
- Grandi Imprese: Aziende con oltre 250 dipendenti e fatturato > 50 mln € (o bilancio > 43 mln €) continuano a seguire le scadenze quadriennali previste dal D.Lgs. 102/2014.
L'utilizzo della termocamera è uno dei metodi diagnostici non distruttivi più efficaci per integrare una diagnosi energetica, sia in ambito civile che industriale. Questa tecnologia è diventata uno standard imprescindibile per individuare con precisione dove intervenire per migliorare l'efficienza degli edifici.
Attraverso la visualizzazione della radiazione infrarossa (calore), lo strumento permette di identificare:
- Ponti termici: Zone dell'involucro (come pilastri o travi) dove l'isolamento è carente e si verifica una forte dispersione verso l'esterno.
- Difetti di isolamento: Discontinuità o assenza di materiale isolante all'interno di pareti o tetti.
- Umidità e infiltrazioni: Individuazione di zone soggette a condensa o risalite capillari, utili anche per prevenire la formazione di muffe.
- Malfunzionamenti impiantistici: Surriscaldamenti in quadri elettrici, perdite nei sistemi di riscaldamento a pavimento o inefficienze in impianti fotovoltaici.
Normative e Qualifiche
Perché i dati raccolti abbiano valore legale o tecnico in una diagnosi energetica, l'analisi deve seguire criteri precisi:
- Norma di riferimento: La UNI EN 13187 stabilisce le modalità per la rilevazione qualitativa delle irregolarità termiche negli involucri edilizi.
- Operatore certificato: Nel 2025 è fondamentale che l'operatore sia certificato secondo la norma UNI EN ISO 9712 (solitamente di 2° livello) per garantire la corretta interpretazione dei termogrammi.
- Condizioni ottimali: L'indagine è più efficace in inverno, con un dislivello termico (delta T) tra interno ed esterno di almeno 10-15°C.